ROBOTICA NELLA SALDATURA IN COSTANTE AUMENTO, MA I PROFESSIONISTI NON DEVONO TEMERNE LA CONCORRENZA

L’utilizzo dei robot in ogni ambito industriale è in crescente aumento e il settore della saldatura non fa eccezione. A dirlo in modo inequivocabile sono i numeri.  Secondo la Federazione Internazionale della Robotica, alla fine del 2017 i robot industriali operativi in tutto il mondo erano oltre 2 milioni. Ma il numero è destinato a salire: entro il 2021 si stima che quelli in funzione arriveranno a quota 3,8 milioni.

Il mercato della saldatura robotizzata, sempre secondo le proiezioni, raggiungerà un giro d’affari complessivo di 5,6 miliardi di dollari all’anno entro il 2023, con un tasso di crescita annuale dell’8,91%. Quello asiatico sarà il più grande mercato globale di saldatura robotizzata nei prossimi anni, con la Cina in testa alla classifica dei paesi “trainanti” della crescita: i robot da saldatura saranno utilizzatI in ogni ambito che lo consentirà. India, Corea del Sud, Giappone e Thailandia sono mercati in forte crescita seppur in posizione più arretrata rispetto a Pechino.

Per i lavoratori, tuttavia, non ci sono solamente brutte notizie. Anzi. Sempre secondo le stime, si prevede che la mano d’opera qualificata continuerà ad essere richiesta tanto quanto adesso se non forse in misura maggiore, nonostante l’avvento dei robot. Questo perché la robotizzazione ha certamente punti di forza come l’alta qualità e una produttività molto elevata, ma in alcune aree di intervento l’uomo resterà comunque insostituibile. Destrezza e mobilità non sono di certo caratteristiche attribuibili alle macchine. Inoltre sono sempre più numerosi i lavoratori che ogni anno si ritirano e i giovani che decidono di intraprendere una carriera lavorativa legata ai lavori manuali non sono molti. All’estero, soprattutto nei mercati emergenti, la mancanza di mano d’opera qualificata è un grosso problema a tutti gli effetti. In India nel 2022 mancheranno all’appello 1,2 milioni di operatori della saldatura. Le soluzioni digitali, la connettività e l’automazione non sono quindi elementi ostativi ma complementari alla professione e al suo fisiologico sviluppo. Questi elementi, a modo loro, stanno dando forma al futuro del settore.